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NELLE PAGINE DELL'ANIMA - Recensioni

:: Il libro e la critica

Quattro sezioni distinte ed autonome, in somma unica, compongono il libro, se così si può dire, della ‘memoria’ professionale di Bianca Garavelli. La prima sezione contiene le recensioni ai libri che, quali in parte maggiore, quali in quota inferiore, hanno maggiormente occupato l’autrice: Narrazioni contemporanee, questo il titolo della prima sezione, infatti, è una sorta di pulviscolare antologia critica di scritture contemporanee alle quali l’autrice ha prestato attenzione. I libri recensiti vanno dai nomi più conosciuti, come Giuseppe Conte, Vittorio Sermonti, William Golding, Nadia Fusini o Giulio Leoni e fino al nume di Maria Corti, per giungere anche ad emeriti/e sconosciuti/e che affollano il popolo di quelli che Umberto Eco ha classificato come “aps” (autori a proprie spese). Capita, però, di leggere fra i tanti, anche nomi che segnalano il grande intuito del recensore quando, prima del grande successo, sottolinea i pregi di un autore: Silvana La Spina, oggi narratrice di successo, all’altezza del 1994 non poteva ancora vantare al suo attivo riedizioni come Morte a Palermo (1999) e nuovi romanzi come Uno sbirro femmina (2007) e La bambina pericolosa (2008). Come, anche, si rivela intuitivo del talento recensito il commento a Sirene di Laura Pugno (2007). Nella seconda sezione del libro, Saggi e studi, il tiro della scrittura si alza sui ‘classici’ del Novecento (e non solo), per affrontare Todorov e Svevo, Sciascia e Rea, Brontë, Andreoli fino a Kubrick, non senza tracciare una sorta di propria definizione di “canone” letterario solidamente appeso all’accusa, verso il romanzo contemporaneo, di una drammatica separazione tra realtà e “reale” romanzesco. La terza parte del volume, Scoperte, riscoperte è programmaticamente (a partire dal titolo, s’intende) un viaggio alla scoperta di nuove scritture e alla riscoperta, attraverso una nuova lettura, di più antiche opere. Fra queste ultime spicca, per lucidità, la coraggiosa rilettura di Igino Ugo Tarchetti, Una nobile follia. Nella quarta ed ultima parte, infine, trovano ospitalità una serie di interviste e colloqui avuti con i più disparati, e autorevoli, rappresentanti della cultura mondiale, da Pontiggia a Nooteboom, da Angelopoulos a Ben Jelloun, fino alla registrazione di un colloquio tra David Grossman e Susanna Tamaro, complici i buoni servizi dell’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv…

Insomma, le pagine del volume sono quasi un invito ed un viatico per una passeggiata nei boschi italiani ed internazionali della letteratura, la classica e la contemporanea, quella meglio riuscita e quella ancora in via di sperimentazione, tra nobel della letteratura ed immaturi esordienti: secondo un principio, assolutamente condivisibile, per cui la letteratura sopravvive agli autori perché, da sempre, «i libri sono più intelligenti degli scrittori».

Angelo Piero Cappello

Mangialibri Leggi come mangi - testata web, gennaio 2011

La letteratura e il <<metodo Garavelli>>

La personalità letteraria di Bianca Garavelli si è andata costruendo in questi anni arricchendosi di sempre nuovi aspetti. Allieva di Maria Corti all’Università di Pavia, studiosa di Dante (suo uno dei commenti alla Divina Commedia più diffusi nelle scuole), poetessa e narratrice, Bianca Garavelli non ha mai dismesso la sua passione iniziale, quella della critica letteraria. Un’attività coltivata in una militanza assidua e precisa, in cui si sente il radicamento nella serietà filologica dei suoi inizi. Lo conferma un suo recente volume, Nelle pagine dell’anima (Moretti & Vitali, pagine 300, euro 18,00), in cui è raccolta una scelta di interventi che coprono l’arco dell’ultimo ventennio. Si tratta di saggi di un certo respiro, recensioni a testi letterari e a volumi di critica, interviste a scrittori italiani e stranieri. Tutte le parti del volume sono però sostenute da una precisa idea di letteratura, in cui la coerenza del percorso critico si coglie nell’attenzione alla dimensione etica e ai più ampi riflessi (storici e culturali in senso lato) del fare letterario, oltre che ai semplici valori estetici. Così il <<metodo Garavelli>> funziona e convince. Sia che si parli di Goethe, di Sylvia Plath, di David Grossman o di Susanna Tamaro.

Roberto Carnero

"L'Unità", 6 febbraio 2011

Bianca Garavelli, Nelle pagine dell’anima, Moretti & Vitali, Milano 2010

Vedi, lì per lì, tu ti smarrisci, tu ti perdi tra i mille nomi, i mille libri, i tanti sentieri che si aprono al crocevia di ogni pagina, e sembra si disperdano e diramino nei mille meandri della letteratura. Una letteratura, per altro, dagli orizzonti vasti, che si distendono dalle narrazioni contemporanee del romanzo storico, d’avventura, del noir e del thriller e della fantascienza di multiformi ambientazioni (e sono il Conte, la Carpi, la Spina, la Ozick, la Berlinguer, la Fusini, lo Hayward, ...) sino alle rinnovate esplorazioni delle scoperte e riscoperte di classici antichi e moderni (e sono il Boccaccio, l’Alvaro, il Poe, la Plath, il Tarchetti, il Goethe, il Lucini (proprio il Gian Pietro), il De Amicis, il Verne, ...) ; e ancora, dalle spiagge dei lidi nostrani, da Dante a Fenoglio, per intenderci, a quelli internazionali e spesso assai poco, purtroppo, frequentati, come quelli della narrativa greca della Zyranna Zateli sino alle suggestioni di quella africana. E poi, come non bastasse, ti potrai trovare immerso in pagine di saggi e studi che di narrativa parlano, sì, ma con la scrittura della storia, della critica e dell’argomentazione (allora su Achab o Zeno, su Sciascia o Flaubert e Dostoevskij, e il partigiano Johnny, e la follia di Andreoli, o Kubrick con Montale, ...) . E infine, davvero mirabile sezione, quella dei dialoghi, per trovarti faccia a faccia con i protagonisti della letteratura globale di oggi.

Ma la selva, assai presto, si dipana, e nell’apparente congerie dei materiali rivela invece percorsi sicuri e ben segnalati. L’impianto del volume, infatti, ha nella prefazione di Alessandro Zaccuri, e nella postfazione della stessa Bianca Garavelli, due momenti di sintesi, che orientano il lettore a cogliere i molti e persuasivi elementi di continuità che attraversano tutti testi, e che danno ragione profonda del titolo: Nelle pagine dell’anima. Non è solo l’occasione comune della loro scrittura, che ha messo alla prova l’Autrice con l’arte della recensione; e neppure l’urgenza diacronica («vent’anni di interventi critici»); e nemmeno dunque l’omogeneità del genere, circoscritto alla dimensione per rivista. C’è invece, oltre a tutto questo, al fondo, una decisa opzione di poetica letteraria che indica con sicurezza quelle scritture che hanno reagito e reagiscono alla supposta ‘crisi’ del romanzo, come fosse la crisi stessa della possibilità di ordinare un discorso sull’esistenza, e dunque la possibilità di trovare nel bello una luce tra il bene e tra il male. È come il manifestarsi di un’anima narrativa che nei corpi e nelle forme, insomma, indaga su ciò che le fa vivere, sul senso che le muove.
E poi c’è la voce dell’autrice. Si è detto spesso, e anche qui si trova ribadito, dello stretto legame (B & B), che da sempre Bianca Garavelli ha voluto allacciare con la figura di Beatrice. Ma io trovo che in questo particolare genere della recensione il nodo si stringa e si incarni meglio e di più: è Bianca Beatrice che ti sta guidando nella selva; è sua la voce che, con dolce e ironica fermezza, ti conduce.

Stefano Bertani

Libreria Librami di Arona, febbraio 2011

 

 

 

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