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IL PASSO DELLA DEA - Recensioni

:: All’uscita del libro Il passo della dea

“Un avvincente thriller teologico, un romanzo di buona fattura, dotato di un ritmo incalzante e di suspense, ma anche capace di evitare la superficialità di certa narrativa di genere”.

Roberto Carnero

L’Unità, 9 maggio 2005.

“Una storia carica di spiritualità ed esoterismo, dove la prosaica e indaffarata Milano – città delle acque sommerse – si scopre luogo magico, teatro fra un drammatico sconto tra bene e male che supera il concetto di spazio tempo per giungere alla trascendenza”.

Alessandro Bertante

La Repubblica, 10 maggio 2005

"Bianca Garavelli sperimenta un genere molto particolare, oggi sicuramente più frequentato dagli scrittori che in passato, e si mostra in grado di costruire una storia efficace e molto originale, soprattutto perché calata in un mondo, come quello della danza classica, rappresentativo della poesia e della bellezza per eccellenza".

Grazia Casagrande
Libri alice "Café letterario" 20 maggio 2005

“La Garavelli sente il fascino del mistero, anzi il richiamo del mistero, come antidoto della realtà quotidiana. La appassionano i segreti che si nascondono dietro le apparenze, e la commistione delle civiltà, nel tempo e nello spazio”.

Giuseppe Bonura

Avvenire, 28 maggio 2005

“Il quotidiano più totale, che tra l’altro costituisce la dimensione specifica del commissario Ferretti, si scontra congli enigmi e le tensioni di un aldilà così presente e totalizzante dacostituire esso stesso un altro quotidiano. La dimensione cosmica non impedisce comunque percezioni pulsioni assolutamente normali, dal cibo al sesso, che si accampano con un’evidenza continua e tenace: Bianca Garavelli trova anche gli spazi e i tempi per descrivere strade, interni ed esterni, il susseguirsi delle ore”.

Umberto Piersanti

Stilos, 7 giugno 2005

“Sulle orme del grande Scerbanenco, ma con una personalissima espressività, Garavelli firma un romanzo avvincente, originale nella struttura, dove si intrecciano diversi registri narrativi, che l’autrice dimostra di saper controllare con abilità; un libro dotato di buon ritmo, grazie ai repentini cambi di scena, alle continue trovate e invenzioni, che non fanno mancare al lettore quella suspense, che un noir deve avere. La Garavelli costringe il lettore a guardare la metà oscura delle cose con la consapevolezza che all’orrore non c’è limite, ma anche con il dolore umano di sentire che così non va e con la certezza etica di cambiare le cose prima che l’onda nera trascini via tutto”.

Corrado Benigni

L’Eco di Bergamo, 22 giugno 2005

“Anche il noir ha una sua classica eleganza. L’aggettivo abbinato all’eleganza è quantomai azzeccato parlando del nuovo romanzo delle apprezzata dantista Bianca Garavelli, Il Passo della Dea. Bisogna semplicemente lasciarsi trasportare dall’onda lunga di un’indagine lenta e accurata, a tratti sentimentale, dove trovano spazio le psicologie esemplari dei protagonisti e, anche, la volontà di scrivere un giallo in punta di piedi, elegante signorile come un balletto della Scala”.

Sergio Pent

La Stampa, 23 luglio 2005

“L’autrice appare dotata di uno stile sicuro e di chiare capacità di scrittura che sanno evitare i difetti di certa narrativa di genere”.

Roberto Carnero

Letture, agosto – settembre 2005

“E’ un libro che sfugge a definizioni precise. E questo è un pregio. Non si tratta a mio avviso di un vero thriller e non è neanche un vero giallo. Questo perché c’è qualcosa in più, qualcosa di indefinibile che chiamerei aura misteriosa in un affresco d’ambiente. La Milano di Bianca Garavelli è una città di misteri, una metropoli sotterranea che ama nascondere il proprio volto per rivelarlo soltanto a chi vuole”.

Alberto Toni

L’Avanti, 4 novembre 2005

"Il passodella dea s'inserisce nel filone del giallo a sfondo esoterico, che Bianca Garavelli tratta con la sua competenza di studiosa di letteratura medievale e in particolare di Dante. Più che il medioevo, però, in questo caso entrano in gioco i miti fondativi delle civiltà antiche, la lotta fra il bene e il male, la bellezza come riflesso della divinità, i sacrifici come espressione del misterioso rapporto fra l'umano e l'oltreumano".

Alberto Casadei
L'Indice, marzo 2006

 

Il passo della dea

 

 

 

 

 

 

 

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