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L'OSCURITA' DEGLI ANGELI
Vincitore dell'edizione 2013 del Premio Letterario "Città di Fabriano "

Nove racconti. Nove storie in cui la vita mostra le sue ragioni segrete, le sue vibrazioni angeliche, a volte oscure. Perché non sempre ciò che appare è ciò che pulsa dentro la realtà. E possiamo scoprire di non avere mai perso la nostra poesia delle origini. Anche quando la vita sembra chiudere le strade, allontanarci da chi amiamo, cancellare gli appuntamenti, incupire il mondo intorno a noi. Perché, come le rose a dicembre, niente è mai fuori tempo massimo.

 

 

 

Amore a Cape Town

 

 

 

 

 

 

 


indice

L'amico di Arianna
Qui tollis peccata mundi
Le rose di dicembre
Amnesia
L'Olivo della Strega
Treni
Gli anni
La bambina che amava i rondoni
E sua nazion sarà tra feltro e feltro


dettagli

Giuliano Ladolfi Editore, 2013; pagine 102
Prezzo € 10.00 - ISBN 88-6644-105-8

I link dei siti in cui il libro è in vendita:
www.ibs.it - www.lafeltrinelli.it - www.amazon.it - www.libreriauniversitaria.it - www.ladolfieditore.it


Estratto del libro

tratto dal primo racconto, L’amico di Arianna, (pagg. 22-23)

La nebbia si parò davanti all’auto senza alcun segno di preavviso. Mentre la strada scompariva, Alessandro e Arianna le corsero incontro e si lasciarono ingoiare. Viaggiavano in un paesaggio che per lui era completamente nuovo. La nebbia non gli lasciava comprendere quale fosse il limite tra l’asfalto e la campagna. La cancellazione del mondo sembrava produrne una altrettanto assoluta dei suoni. Per qualche tempo, avanzò in un universo cieco e sordo. Poi, senza forze, chiese ad Arianna di dargli il cambio alla guida.
Erano partiti con l’auto di lei, solida e veloce, e anche il viaggio, almeno fino al calare del sole, in prossimità dei paesi intorno a Mantova, era stato perfetto. Erano arrivati quasi alla città. La luce stava svanendo. Alessandro allora cominciò a sentirsi addosso un duplice peso. L’oppressione dello schermo continuo davanti alla vista, che quel paesaggio incolore gli trasmetteva. Poi, soprattutto, il comportamento di Arianna. Gli sembrava che, appena c’era stato nell’aria il sentore della sua terra,una distanza si fosse aperta fra loro. Lei gli rimaneva seduta al fianco, in apparenza serena, resa ancora più bella dalla vicinanza col suo mondo. Ma aveva smesso di parlare. E non aveva più incrociato una sola volta i suoi occhi.
Alessandro amava per la prima volta. Non sapeva bene in che cosa consistesse una relazione a due. Si domandava perciò se quel silenzio, quella freddezza apparente della sua donna potessero far parte dello scambio amoroso. Temeva anche di non sapere come far fronte anche a una piccola crisi del loro rapporto. Non aveva paura che Arianna potesse smettere di volerlo. L’unico timore era di non riuscire a sostenere la sua indiscutibile, inafferrabile potenza. Di non riuscire a viverle accanto come avrebbe meritato.
Intanto la nebbia si era fatta troppo fitta per continuare. Decisero di fermarsi a Mantova e di rimandare l’incontro con la sua famiglia all’indomani. Arianna disse che conosceva un buon albergo in centro, e anche un ristorante con un’ottima cucina.
Per Alessandro fu un sollievo. Avrebbero passato una notte piacevole, da soli.
Mantova lo affascinò subito. Non l’aveva mai vista prima, e forse per l’assenza della nebbia nel centro storico, in contrasto con la densa bambagia biancastra che assediava la campagna, forse per il colore caldo dei muri nella luce sfuocata del crepuscolo, gli apparve come una roccaforte sicura e piena di incantevoli segreti. Pensò che chi gli diceva che per quelle strade il tempo si era fermato aveva torto. In quel luogo si sentiva sfiorato, come accarezzato dal tempo, più intensamente che in qualsiasi altro. Ne capì la ragione osservando le espressioni attente dei passanti, le loro andature equilibrate e chiuse: il tempo di Mantova non aveva legami con qualunque altro tempo dell’universo.
[...]

DANTE

:: In questa sezione alcuni canti della Divina Commedia commentati da Bianca Garavelli: Inferno II,
Purgatorio XXVIII,
Paradiso XXXII accedi