Milano, un'estate dei giorni nostri. Federico, giornalista di cronaca nera, e il suo spericolato gatto Ninja sono assediati da uno stormo di passerotti. Il suo amico Gianni, commissario di polizia, subisce il fascino della sensuale ballerina di un nuovo locale notturno, nota come Gatta Bianca. Intanto corpi imbalsamati sono restituiti dalle acque dei navigli. Toccherà a Gabriele, nipote di Gianni al primo anno di liceo ed esperto di videogiochi, scoprire il nesso fra questi fatti misteriosi e sventare la minaccia di oscure, antiche forze che incombono sulla città. Con l'aiuto di altri, imprevedibili personaggi.
Tensione, umorismo e avventura sono felicemente amalgamati dall'autrice, che interpreta con libertà e inventiva gli schemi del giallo e del noir, esplorando le possibilità dell'amicizia fra ragazzi e adulti, fra esseri umani e animali.
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personaggi
Federico Beccaria: giornalista di cronaca nera, innamorato della bellezza
Ninja: gatto tigrato, suo inseparabile amico. Abilissimo nella caccia al passero, non ha ben chiara la sua natura felina: forse si crede una tigre, o addirittura un umano
Gianni Ferretti: commissario di polizia, a volte un po' troppo tecnologico
Maria Vergherai: signora estremamente sensitiva, anzi dotata di facoltà paranormali
Gabriele: figlio della sorella di Gianni, vive nella poco inquinata Brianza, è al primo anno di liceo ed è imbattibile nei videogiochi interattivi
Gatta Bianca: ballerina di night che parla col corpo. Per quale motivo, si scoprirà nel corso della storia
Tempestina: collaboratrice domestica filippina di Gianni. Ottima cuoca, amante della pulizia e dell'ordine, dotata di pollice verde e praticamente invisibile
Luciano Giannoli: braccio destro di Gianni, molto desideroso di fare carriera
Abdullah Umal: titolare di un importante marchio internazionale di videogiochi. E non solo, come si scoprirà nel corso della storia
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dettagli
La Terza, Collana narrativa per la scuola, 1999 (seconda edizione 2000); pagine 154
ATTUALMENTE FUORI CATALOGO
Incipit - "Domenica 22 giugno 199..." (pagg. 4-5)
«Mi dispiace, ma oggi non posso sparare.»
Federico sospirò e indicò a Gianni le prime tre dita della mano destra, o meglio il vistoso cerotto che le nascondeva.
«Peccato! Ma come mai, che cosa ti è successo?»
Erano nella reception del poligono di tiro, il rumore dei colpi di pistola sparati dai soci in allenamento giungevano attutiti dalle pareti insonorizzate. Federico sedette pesantemente, indicò di nuovo la mano incerottata.
«Non ci crederai: è stato un passerotto. Non ci posso credere nemmeno io, in effetti. Stamattina, come tutte le mattine, dopo aver fatto colazione ho messo le briciole sul davanzale della finestra. Di solito loro lo sanno. Intendo i passerotti. Non li vedi eppure appena sono pronte le briciole si materializzano. Arrivano in tre o quattro, si posano, mangiano, cinguettano un po' e se ne vanno. Stamattina no. Stamattina è successo qualcosa di strano. Loro, i passeri, erano già in attesa dietro il vetro, cinguettavano forte, sembrava addirittura che volessero romperlo a beccate. Io mi sono stupito, ma non ci ho fatto poi molto caso, avevo altro da pensare. Finita la colazione apro la finestra, come al solito, faccio per spargere le briciole e tac tac tac, questo passerottino pettoruto mi aggredisce e mi becca le dita. Con una furia incredibile! Nemmeno avesse avuto da difendere la sua famiglia da me. Insomma, questo è quanto, sono stato aggredito in casa mia da un mio beneficato. La gratitudine proprio non c'è, nemmeno a questo mondo.»
Gianni non poteva rispondere: era troppo impegnato a ridere. […]
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