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GUERRIERO DEL SOGNO
Romanzo finalista all'edizione 1995 del Premio Montblanc

Roberto, noto giornalista radiofonico, è ossessionato da un sogno ricorrente: una donna bruna che gli viene incontro e gli sorride. Si rivolge allora a una psicanalista e in breve tempo scopre la propria sofferenza per la separazione dalla moglie Francesca e l'incapacità di dialogare con la figlia Simonetta. Ma ancora non si libera dall'incubo. Grazie all'intervento di un antropologo che interviene a una sua trasmissione, conosce un'antica tecnica di sogno lucido, che nel Medioevo aveva reso forte e felice il popolo malese dei Senoi. Affronta quindi la donna misteriosa e ritrova memoria di una persona degli anni del liceo.

«Una scrittura avvolgente che cerca di indagare soprattutto nel profondo, ma chiara come ritmo narrativo, contraddistingue Guerriero del sogno. È nel sogno che si genera la scrittura. O meglio, attraverso le sue condizioni e i paesaggi che crea nell'esistenza del protagonista, si impone come cifra della narrazione. Così il sogno è in grado di essere una metafora, entro la quale giungere a disvelare l'intera esistenza: anzi attraverso il sogno il protagonista del romanzo riscopre la sua natura di "guerriero", la necessità di superare la condizione di lacerata e quotidiana indifferenza […]. Da un grigiore opprimente che sembra pervadere l'usualità dei gesti e dell'attività (la conduzione radiofonica, il dialogo con gli ascoltatori) si passa a una serenità riconquistata. Il percorso è però duro da sostenere: si tratta di giungere alla posizione dell'ascolto, per sfuggire al tempo imposto, per scoprire, dentro di sé, la macerazione delle sconfitte, i sensi di colpa sopiti, l'accettazione di una serenità, al di là della lotta stremata. Tutto questo avviene attraverso la capacità di lettura dei segni che la notte porta. La sua forza, il riacquistare il senso di sé, evidenziato come "una tigre dai muscoli scattanti, le zanne scintillanti, gli occhi penetranti", scaturisce improvvisa a conclusione del lavoro di decifrazione, quasi esoterico, che si compie e che il romanzo accompagna. […]
C'è un pregio in questo romanzo: il realismo magico che lo pervade, il ricorso a un modello novecentesco, quello di un Massimo Bontempelli che viene riletto attraverso le inquietudini di fine millennio, in cui la stanchezza di un Occidente ormai disfatto dalle sue stesse sensazioni agre, cerca il segno rivelatore dentro i miti orientali, scavando l'enigma nella rivelazione del sogno, intuendo la forma dell'essere nella posizione di chi sta appeso alla volta celeste e ne respira ritmi, ombre e luci»
(da Contemplare la tigre, postfazione di Fulvio Panzeri)

Guerriero del sogno

 

 

 

 

 

 

 


personaggi

Roberto Alemanni: giornalista radiofonico dalla voce affascinante
Francesca: moglie, in crisi, di Roberto
Patrizia: collega di Roberto, la sua più cara amica
La Donna del Gange: una misteriosa donna indiana che visita in sogno Roberto
Anna Panebianco: psicanalista che lavora sui sogni, non disdegnando antiche tecniche
Henry Noon Butler: professore di antropologia che ha studiato l'antico popolo malese dei Senoi
Il popolo dei Senoi: vissuti in Malesia fino alla prima metà del ventesimo secolo, basavano la loro società sui sogni e avevano elaborato una tecnica di sogno lucido. Il loro motto: «Agisci in accordo con i tuoi simili. O comunque con volontà buona»
Simona: compagna di classe al liceo e prima fidanzata di Roberto
Simonetta Alemanni: figlia di Roberto


dettagli

La Vita Felice , 1997; pagine 192
Prezzo € 9,30 - ISBN: 88-7186-203-1

I link dei siti in cui il libro è in vendita:
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Estratto del romanzo

(pagg. 137-138)

La donna ha un corpo largo e maestoso, quasi massiccio. Eppure non è sgraziata. Alta, vestita di bianco, è avvolta da una luce esile, incerta, come di candela tremolante. È drappeggiata in un leggero tessuto bianco, dalla testa ai piedi. Circondata da raggi luminosi nel tessuto semitrasparente, sembra emanare luce lei stessa. Roberto si avvicina incerto. Lei gli dà le spalle. Poi si volta verso di lui.
Allora non può più fingere di non riconoscerla. Si chiede anzi come abbia fatto prima, appena visti i contorni del suo corpo, a non essere sicuro che fosse lei.
I capelli neri, lunghi, lisci, sono appena coperti dal velo leggero. Il nero della chioma e il bianco del velo, che le scende lungo tutto il corpo, le incorniciano il viso ovale, colore dell'ambra. Le sopracciglia arcuate sovrastano gli occhi nerissimi, lucenti, come laghi di acqua profonda e splendente. Il naso sottile ma dalle narici larghe, la bocca come un fiore turgido. Quella bocca che per adesso è ancora chiusa, ma che sta per aprirsi, in un sorriso che Roberto sa terribile. Tra poco sorriderà, e deve impedirglielo. Istintivamente, alza le braccia e protende le mani verso di lei.
Ed è così che le vede, entrambe, tese e tremanti davanti a sé. Le sue mani. Ricorda il promemoria di Patrizia. Ora lo sa: non è sveglio, sta sognando!
Lei è la donna del sogno, ma è lì perché lui la sta sognando. Il primo istinto è di cercare il risveglio. Ma riesce a controllarsi: non deve avere paura, sta sognando, non può succedergli niente. Però non deve nemmeno interrompere il sogno. È lui che la fa esistere, lei lo visita perché è lui che la chiama. Eppure non sa come questo avvenga. Per la prima volta, sa che deve chiederlo a lei.
La donna è ferma, in piedi, sembra che lo stia aspettando. La sua bocca si tende leggermente in un sorriso. Si avvicina con più coraggio. Perché è venuta proprio qui, proprio in cucina? Cerca di parlarle. L'unica frase che riesce a pronunciare è breve e diretta: «Chi sei?». Già, chi è. È la prima domanda, la più naturale. Eppure, non gli era mai venuta in mente prima.
Con sua profonda meraviglia, lei risponde con voce cordiale. Anzi, amichevole.
«È strano che non ti ricordi chi sono. Io sono te. Sono quella parte di te, meravigliosa, giovane, che ha sempre vissuto fino in fondo. […]


i luoghi

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Malesia, al tempo dei Senoi - Nella penisola malese, punto di passaggio obbligato dei commerci terrestri tra il golfo del Bengala, quello del Siam e il mar Cinese meridionale, nel II secolo d.C., si costituirono i primi regni indigeni. Solo nel XV secolo, con la fondazione del porto di Malacca e con la penetrazione portoghese, iniziò lo sviluppo economico della Malesia che, un secolo dopo cadde sotto il dominio degli olandesi passando più tardi sotto quello britannico. Col trattato di Londra la Malesia venne assegnata alla Gran Bretagna, mentre Malacca passò agli olandesi che poi la cedettero ai britannici in cambio di alcuni possedimenti sulla costa occidentale di Sumatra. Nel 1867 Malacca e Singapore entrarono a far parte della colonia britannica degli stabilimenti degli stretti. Nel 1909 la Gran Bretagna ottenne dalla Thailandia, gli stati di Kedah, Kelantan, Perlis e Terengganu che poi riunì nei Confederate Malay States. Durante la seconda guerra mondiale la Malesia venne in gran parte conquistata dai Giapponesi (1942). Nel dopoguerra la propaganda antibritannica e l'acceso spirito nazionalista e indipendentista portarono alla costituzione dell'Unione Malese (1946). Nel 1957 venne proclamata l'indipendenza della Federazione Malese, che, ampliatasi ancora con l'unione di Singapore, Sarawak e Sabah, si costituì in federazione della Grande Malesia o Malaysia, da cui però si staccò Singapore.
Per saperne di più: vedasi - Chi erano i Senoi?: vedasi

DANTE

:: In questa sezione alcuni canti della Divina Commedia commentati da Bianca Garavelli: Inferno II,
Purgatorio XXVIII,
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