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BEATRICE

"Pensò fiduciosa che in quel buio qualcuno l'avrebbe abbracciata, l'avrebbe accarezzata e consolata di tutto il male, la stanchezza, le incertezze e i dubbi della sua vita. Proprio in quel momento in cui a ogni regalo che riceveva seguiva subito un brutale scossone."

Un romanzo di sentimenti: e, nel panorama attuale, questa è davvero una scelta originale. Una giovane donna, orfana di madre, è traumatizzata in modo profondo dalla morte di una zia, in fondo più di quanto sia "lecito" aspettarsi. Il doloroso evento, appreso con strane modalità da Beatrice, la protagonista, il giorno stesso della sua laurea, in un momento cioè felice e carico di aspettative, la riporta a lontani ricordi d'infanzia e le parole scritte su un diario dalla zia prima di morire la turbano tanto da diventare quasi una ossessione per lei. Le emozioni che prova, legate anche ad alcuni rapporti sentimentali complessi che instaura, sembrano travolgerla, ma al seguito di una serie di rielaborazioni individuali e di incontri non certo casuali, emergerà una spiegazione capace di ridare ordine a quell'universo affettivo troppo intenso, talvolta devastante, in cui senza rendersene conto è immersa. La spiegazione conclusiva con il padre, mutuata da una specie di "angelo protettore" biondo (un'amica di gioventù della madre e della zia), e la scoperta di non essere mai stata davvero sola chiudono positivamente questo romanzo condotto con buona capacità narrativa dall'autrice, una studiosa di Dante che di certo ha (come alcuni riferimenti interni al testo indicano) tratto dalla propria competenza in materia alcune suggestioni letterarie.
Grazia Casagrande

Beatrice

 

 

 

 

 

 

 


personaggi

Beatrice un'anima giovane, in cerca della sua essenza. Vive a Pavia, in una casa affacciata sul fiume Ticino. All'inizio della storia si è appena laureata in Letteratura americana, con una tesi su Edgar A. Poe
Elena la sua migliore amica, l'amica che tutti vorremmo avere, equilibrata e affettuosa
Valerio fidanzato ufficiale di Beatrice, eterno studente svogliato
Luigi Brandeggi padre di Beatrice, antiquario affermato e afflitto da cronica incapacità di comunicare
Carlo Mariani socio del padre di Beatrice, affascinante e single
Amalia zia di Beatrice, sorella di sua madre, vissuta a Mantova e a San Felice sul Po
Daniele compagno di Amalia
Giovanni un amico fraterno, incontrato nel viaggio in Polinesia. Vive a Milano dove ospita Beatrice
Tavita vive e lavora a Bora Bora, Polinesia francese, grazie al suo fascino primitivo. Forse un giorno raggiungerà l'Europa
Filippo giovane musicista di talento, suona il violino e fa il barman in attesa di sfondare nella musica
Amanda Bordini grande amica della madre di Beatrice, una presenza del passato che torna
I fiumi: come vene della terra, onnipresenti compagni silenziosi, il Ticino e il Po


dettagli

Moretti & Vitali editori, 2002; pagine 238
Prezzo € 16,00 - ISBN: 88-7186-203-1

I link dei siti in cui il libro è in vendita:
www.ibs.it
www.lafeltrinelli.it
www.bol.it
www.unilibro.it


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Estratto del romanzo

Vent'anni prima degli eventi narrati (prime righe)

In quella notte d'autunno lei capì fino in fondo che cosa significava essere bambini. Lo aveva già provato molte volte. Era non poter ascoltare quello che dicevano i grandi, essere accusati di non capire. Era, in realtà, capire tutto e non essere creduti. Perché nessuno ti ascoltava. Nessuno ti ascoltava veramente.
Poi c'era chi ti faceva del male. Senza saperlo, il più delle volte. Per fortuna, c'era anche chi non sarebbe riuscito a fartene mai, nemmeno volendo. Come zia Amalia. Così sorridente, così bella e alta. Lei sì che sapeva abbracciarla al momento giusto, sorriderle quando ne aveva bisogno, giocare con lei. Così diversa dalla mamma.
Quella notte la partenza fu improvvisa e difficile. Nel mezzo di un sogno che si ruppe come un velo sottile, fu svegliata dal padre. Lo vide affacciarsi su di lei come da un balcone, con un sorriso falso a cui non credette neanche un istante. Capì che era ora di alzarsi. Capì che era successo qualcosa di sconvolgente. Ma nessuno, nemmeno suo padre, le disse che cosa.
Si alzò a fatica, bevve con disgusto il latte, cercò inutilmente una risposta alle sue domande nello sguardo del padre. Si vestì, lo seguì peregrinando per le stanze fredde della grande casa. Voci dalle altre stanze, sempre dalle altre stanze, si rincorrevano senza lasciarsi mai raggiungere. Il freddo la fece tremare. Il desiderio frustrato di fermarsi un attimo, di essere ascoltata, cominciò a farla piangere.
Uscirono sull'aia e la poca luce del primo mattino svelò un cielo livido ma stranamente bello, invaso a metà da nuvole lunghe. Negli squarci di azzurro indovinò il giorno che sarebbe nato: luminoso, limpidissimo, come a volte l'autunno riesce a regalare.
[...]


i luoghi

Pavia sul Ticino

Pavia è una città di 70.249 abitanti della Lombardia, capoluogo della provincia omonima. Si trova sul fiume Ticino, un poco a nord dalla confluenza nel Po, a 35 km a sud di Milano. La fondazione risale all'epoca romana con il nome di Ticinum. Il Ponte Vecchio sul Ticino - Pavia Fu capitale del regno longobardo. Dal Medioevo è sede di una delle più antiche università italiane. La città era fortificata fino al 1872, quando i bastioni sono stati trasformati in viali e giardini pubblici; gran parte delle mura, però, sopravvisse fino al 1901, quando fu abbattuta per costruire i viali di circonvallazione. Città dalle antiche origini, offre diversi spunti culturali e turistici. In particolare, sono da visitare, fra gli altri, il Museo situato nel Castello Visconteo, San Pietro in Ciel d'Oro, la Pinacoteca Malaspina, il Duomo, San Michele Maggiore, San Teodoro ed il famoso Ponte Coperto sul Ticino, oltre che il Palazzo Bottigella. A pochi chilometri dalla città è situata la Certosa di Pavia. Pavia è il capoluogo di una fertile provincia dedicata soprattutto all'agricoltura (produzione di vino, riso e cereali). Poche sono le industrie; le principali attività della città sono l'Università e il Policlinico San Matteo.

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Mantova e il Po nella Bassa Padana

Mantova sorge su due isolette create da detriti depositati dal fiume Mincio, il quale tuttora circonda la città da tre lati prendendo il nome di Lago Superiore, di Mezzo e Inferiore. Una quarta diramazione (detta Lago di Paiolo) è stato interrato alla fine del '700. Tutt'intorno si stende una pianura verdeggiante molto fertile: dalla contemplazione di questa dolcezza profonda di paesaggio corcato nel verde nascono le Georgiche di Virgilio, il grande poeta Mantovano. Il nome di Mantova prende origine dalla divinità infernale etrusca Mantus a cui il fondatore Ocno l'avrebbe dedicata, i Romani poi la confonderanno con Manto, figlia dell'omerico Tiresia. MantovaIn seguito alla caduta dell'Impero Romano d'occidente (476 D. C.) la città subì le invasioni dei barbari e le diverse dominazioni di Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi, finchè, verso il mille, entrò finalmente a far parte dei possedimenti dei Canossa, la cui ultima rappresentante fu la contessa Matilde che morì nel 1115. Dopo la morte dell'ultima rappresentante della casata dei Canossa, Mantova si resse a libero comune difendendo strenuamente la propria indipendenza contro le forze imperiali.Nel 1328 Luigi Gonzaga, in un'afosa notte di agosto, mediante un "golpe" nelle piazze del centro cittadino, prese il potere. Inizialmente i nuovi signori impegnati a consolidare il loro dominio, non si curarono dell'edilizia cittadina se non marginalmente. Nel 1490 Isabella d'Este giunse a Mantova come sposa del marchese Francesco II portando con sè la gentilezza ferrarese. Federico II, figlio di Isabella d'Este, duca di Mantova dal 1530, chiamò a corte Giulio Romano, l'allievo di Raffaello che in pochi anni creò il Palazzo Te, si dedicò al riordinamento urbanistico di Mantova, lasciando traccia di sè, si puo dire in ogni piazza ed edificio della città.
(Tratto da Università di Mantova)

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Bora Bora - Bora Bora è un'isola del gruppo Sotto Vento delle Isole della Società della Polinesia francese, un territorio oltremare francese nell'Oceano Pacifico. L'isola è a circa 230km a nord ovest di Papeete, è circondata da una laguna e una barriera corallina. Nel centro dell'isola ci sono i resti di un vulcano estino cresciuto in 2 picchi: il Monte Pahia e il Monte Otemanu (727 metri) Il nome originale dell'isola in lingua tahitiana potrebbe essere reso come Pora pora che significa prima nascita; una prima trascrizione trovata a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo è Bolabolla o Bollabolla. Il maggior insediamento è Vaitape, nella parte occidentale dell'isola.

Bora Bora

DANTE

:: In questa sezione alcuni canti della Divina Commedia commentati da Bianca Garavelli: Inferno II,
Purgatorio XXVIII,
Paradiso XXXII accedi